COLPO DA NOVANTA PER IL QUARTU C5: LUCAS MASSA È IL NUOVO DIRETTORE GENERALE

Il Quartu Calcio a 5 mette a segno un innesto di assoluto prestigio anche fuori dal campo. Il nuovo Direttore Generale è Lucas Massa, classe 1983, argentino di nascita ma profondamente legato all’Italia e, in particolare, alla Sardegna.

Massa approda a Quartu con un bagaglio di esperienza di altissimo livello, costruito prima da protagonista sul parquet e sui campi di calcio, poi nei ruoli dirigenziali. Reduce dalle brillanti esperienze con il 360GG Futsal Cagliari e dallo storico percorso con il Monastir, è oggi considerato uno dei dirigenti più preparati e lungimiranti del panorama sportivo regionale.

Direttore, la sua è una storia sportiva ricchissima, divisa tra calcio a 11 e futsal, tra Argentina e Italia.

“Sì, ho avuto la fortuna di vivere lo sport ad altissimi livelli in entrambe le discipline. In Argentina ho mosso i primi passi importanti giocando nella Serie B di calcio a 11. Poi è arrivata la chiamata dall’Italia con una breve esperienza in Lega Pro. Successivamente sono rientrato in Argentina ed è lì che è scoccata la scintilla per il futsal. A 22 anni sono tornato in Italia, partendo dalla Puglia, prima di approdare nel 2010 in Sardegna. A 35 anni ho smesso di giocare. Un grande imprenditore sardo mi ha introdotto nei ruoli dirigenziali e lo ringrazio perché da lì è cominciato tutto.”

Questa stagione la riporta dunque alle sue origini.

“Sono felicissimo di essere qui e ci tengo a ringraziare il presidente Fabrizio Righetto e tutti i dirigenti per avermi riportato a quello che considero il mio grande e vero amore: il futsal. La loro chiamata è stata decisiva per farmi riabbracciare questa disciplina con un ruolo operativo così importante.”

Vista da fuori, che idea si era fatto del Quartu Calcio a 5?

“Da fuori si percepiva chiaramente una cosa: il Quartu è senza dubbio la realtà più promettente del panorama sardo del calcio a 5. Lo dimostrano le strutture, la lungimiranza delle idee e soprattutto la qualità delle persone che fanno parte di questo club. C’è una base solidissima e un potenziale di crescita enorme.”

Che squadra avete in mente?

“Non una rivoluzione, ma un importante rinnovamento, vicino al 70%. Stiamo lavorando intensamente per dare un’identità ben precisa alla squadra. Dal punto di vista dei regolamenti sui giocatori non formati abbiamo la possibilità di averne due in rosa: uno sarà confermato rispetto alla passata stagione, mentre l’altro sarà un nuovo innesto, un profilo spagnolo di grande esperienza.”

E i ragazzi sardi?

“Ne stiamo confermando cinque della scorsa stagione. Sono giocatori che conoscono già l’ambiente, come il capitano Andrea Cau, ai quali aggiungeremo altri due o tre elementi per completare l’organico. Sarà un mix perfetto tra esperienza internazionale e giovani promesse del nostro territorio. Di fatto, circa metà della squadra sarà composta da ragazzi molto giovani.”

Il Quartu non è solo maschile: c’è anche una splendida realtà femminile che partecipa alla Serie B nazionale.

“Il femminile è un autentico fiore all’occhiello della società. Dopo la grande stagione appena conclusa, la nostra linea guida sarà la continuità. Abbiamo confermato l’ossatura della squadra e inseriremo alcuni profili sardi molto promettenti. Parliamo di ragazze giovani, molte delle quali fanno stabilmente parte della Rappresentativa regionale e hanno dimostrato di avere un grande futuro.”

Qual è il vero grande obiettivo della stagione che sta per iniziare?

“Il futsal che abbiamo in mente, e che condividiamo al cento per cento con il mister che annunceremo a brevissimo, nasce da un progetto a lungo termine. L’obiettivo finale è arrivare alla massima categoria, ma per farlo non si può improvvisare. Non si arriva in Serie A senza aver costruito fondamenta solide. Per questa stagione il nostro traguardo principale è creare tutte le condizioni ideali, sotto il profilo societario, tecnico, strutturale e dello spogliatoio, per poter ambire stabilmente a traguardi importanti. Vogliamo costruire una macchina solida e vincente, un passo alla volta.”

Mauro Farris